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Usability Test: di cosa si tratta, quali sono i vantaggi e da dove iniziare

Spesso avrete sentito parlare di Usabilità e degli Usability Test, magari senza comprendere cosa siano e come mai siano considerati così fondamentali nel processo di User Experience Design.

In questo articolo spiegheremo a grandi linee di cosa si tratta e i principali steps da seguire.

Innanzitutto cos’è lo Usability Test?

La definizione ufficiale è
“Valutare un prodotto o servizio facendolo testare da un campione rappresentativo di utenti”.

Lo scopo principale dello Usability Testing è quella di testare la Ux di un prodotto per raccogliere dati e verificare che le ipotesi fatte in fase di progettazione siano corrette o correggere gli eventuali problemi emersi.

Quali sono i vantaggi di uno Usability Test?

Il vantaggio chiave è sicuramente capire come gli utenti interagiscono con il prodotto, mettendo in luce eventuali problemi, oppure validando la UX.

Prima si inizia a testare un’idea / un concept / una struttura, più rapidamente è possibile intervenire su eventuali problematiche riscontrate.

Del resto nel processo della progettazione della User Experience, le iterazioni sono fondamentali per mantenere la giusta rotta verso la soddisfazione dei bisogni e delle aspettative degli utenti.

Infine, a fronte di un riscontro negativo, non è da sottovalutare il vantaggio economico di intervenire su un prodotto ancora in fase di sviluppo piuttosto che su un prodotto finito e pronto al lancio.

A che stadio del progetto si effettua lo Usability Test?

Non c’è un momento particolare in cui iniziare lo Usability Test; le UX best practice raccomandano di testare ‘presto’ e ‘spesso’.

Però esiste un momento peggiore, ovvero quando la fase di sviluppo è ormai completata.

È possibile eseguire un lo-fi usability test, ossia testare il prodotto nel suo stadio iniziale. Non appena la struttura sarà definita, basterà produrre dei wireframes e un paper prototype (o utilizzare un tool appropriato per la creazione di wireframes cliccabili) per iniziare a testare.

Molti a questo stadio preferiscono utilizzare una tecnica chiamata “Down the Hallway Testing” o anche “Guerrilla testing”, per il quale è possibile mostrare i prototipo – se non addirittura una bozza – ad un gruppo di colleghi o a dei passanti.
É una tecnica ‘quick and dirty’ e come tale deve essere trattata, perché ovviamente i risultati non sono molto attendibili e possono portare a conclusioni errate.

Per assicurarsi di avere il tempo necessario per testare i vari stadi del progetto, meglio aggiungere delle finestre in cui eseguire gli Usability Test direttamente nel project plan.

Ad esempio è possibile prevedere una fase di testing in ciascuna di queste fasi:
– Wireframes bozza
– Wireframes dettagliati
– Un prototipo funzionante
– il prodotto finale prima del lancio

Usability Test: da dove iniziare?

Prima di tutto è necessario capire se si hanno le risorse necessarie per ingaggiare uno Usability Lab, oppure se bisogna ricorrere ad altre soluzioni più economiche.

Una volta stabilito il modo in cui verrà eseguito, per massimizzare i benefit del test è necessario considerare alcuni fattori, per poi creare un Test Plan.
Ad esempio:

– Le aree in cui concentrarsi
– Punti critici da testare
– Quali tasks testare
– Quante funzionalità testare
– Quanti users includere

Il test plan dovrebbe includere gli obiettivi e gli scenari, così come tutto il materiale necessario ad eseguire il test (ad esempio dispositivi, telecamere, microfoni…).

Uno scenario è quello che identifica il task che l’utente dovrà eseguire, raccontando uno “scenario tipo” in cui compierebbe quell’azione.
Questo è per mantenere il tutto più realistico possibile per i partecipanti, oltre che per mantenersi il più possibile neutrali ed evitare di influenzare in qualche modo l’utente.

Usability Test: quando non è possibile ricorrere ad uno Usability Lab

Quando lo Usability Lab non è economicamente un’opzione, ecco delle alternative possibili:

Utilizzare UT tools online
Esistono diversi tools online per eseguire Usability Tests.
Ad esempio Validately o Usertesting.com, che  non solo permettono raccogliere dati sulle percentuali di successo nell’esecuzione dei task, ma registrano altresì video e audio dell’esperienza dell’utente durante l’esecuzione dei tasks.
Inoltre sembrerebbe che il fatto di trovarsi a casa anziché in un Lab, metta immediatamente gli utenti più a loro agio permettendo di ottenere risultati più accurati.

Starbucks testing
“Starbucks testing” è il termine usato da Justin Barr Young per descrivere quel tipo di guerrilla testing in cui semplicemente si reclutano 5 persone o colleghi, e si offre loro un caffe in cambio di un feedback.
Sebbene in questo tipo di test è possibile raccogliere più dati, probabilmente gli utenti coinvolti non saranno il giusto target, oppure potrebbero conoscere il progetto per cui potrebbero essere influenzati e dare origine a dati parziali o errati.

Embeddable prototype
L’Embeddable prototype è un prototipo che può essere condiviso sui social media, e che permette di comunicare idee e collezionare feedback ad esempio attraverso tools come Invision.
Purtroppo, sebbene è possibile un minimo riuscire a targettare, si tratta di mere opinioni e raccomandazioni, non è possibile collezionare dati di misurazione.

Usability Test, come reclutare i participanti?

Jakob Nielsen afferma che bastino 5 utenti per condurre uno usability test, ma a mio avviso il numero un po’ esiguo è adatto per un test di tipo Formativo, più informale ad esempio per un responso veloce in uno stadio iniziale.

Per essere in grado di avere dei dati misurabili sarebbe meglio coinvolgere almeno 10-15 utenti.

É molto importante che i partecipanti siano il più possibili corrispondenti alle personas in termini di caratteristiche, motivazioni e device.

Cosa fare con i risultati dello Usability Test?

Prima di tutto conservate i dati adeguatamente, con le giuste labels in modo da essere ritrovati facilmente.
Poi è necessario indire un debrief meeting che includa il maggior numero possibile di stakeholders così da discutere i feedback.

Potrebbe essere molto utile arricchire i dati con registrazioni audio e video dei passaggi chiave in modo da rendere più chiari successi o punti critici dal punto di vista degli utenti.

In questo meeting si pianificheranno inoltre i tasks per tutti gli stakeholders, in modo da iniziare la successiva iterazione.

E bene ricordare che il prodotto dovrà probabilmente passare diverse iterazioni prima di risolvere tutte le eventuali criticità.

Conclusioni

Ecco i 3 punti chiave da ricordare riguardo allo Usability Test:

– Testate presto e spesso
– Assicuratevi di testare nel target corretto.
– Iterate, iterate e iterate!

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